A CENTO ANNI DALLA GUERRA DI LIBIA Riflessioni attuali su un doppio anniversario Relatore Nicola Labanca
in collaborazione con il Museo Storico Italiano della Guerra
STORIE E STORIA 2011-2012
Italia mia
Questioni e passioni della storia nazionale
Quinto incontro
A CENTO ANNI DALLA GUERRA DI LIBIA
Riflessioni attuali su un doppio anniversario
Relatore
Nicola Labanca
7 febbraio 2012, ore 17.30
Rovereto, Piazza Rosmini 5 - Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
Nella cornice dei 150 anni dell'Italia unita il capitolo coloniale balza in primo piano spinto dalla coincidenza del centenario della guerra italo-turca (1911-12) e dalle recenti drammatiche vicende della “primavera araba”.
L'aspirazione del nuovo Stato italiano a diventare una potenza coloniale si era manifestata precocemente ed è cresciuta nel Novecento fino all’esito catastrofico della Seconda guerra mondiale.
Costretta ad abbandonare i territori d’oltremare, l’Italia ha lungamente rimosso quella stagione e le sue implicazioni, tanto i sogni imperiali che il prezzo pagato dagli africani, salvo vederle periodicamente riaffiorare sotto forma di conti da saldare: il tema dei risarcimenti, l’espulsione degli italiani dalla Libia, le ondate migratorie.
L’anniversario della giolittiana guerra italo-turca ha visto la Repubblica italiana impegnata militarmente nella coalizione di stati a sostegno delle forze che in Libia si sono opposte al regime di Gheddafi.
L’incontro che proponiamo costituisce l’occasione per una riflessione storiografica e civile sempre più necessaria.
Nicola Labanca è uno dei più autorevoli storici del colonialismo italiano, sul quale ha pubblicato numerosi studi, tra i quali citiamo Oltremare. Storia dell’espansione coloniale italiana (2002). Negli ultimi anni si dedica prevalentemente allo studio delle guerre del nostro tempo. Insegna storia contemporanea presso l’Università di Siena. E’condirettore della rivista “I sentieri della ricerca” diretta da Angelo Del Boca, il cui ultimo fascicolo è dedicato alla Libia e al colonialismo italiano. E’ presidente del Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari e fa parte del comitato direttivo del Forum per i problemi della pace e della guerra (Firenze).
Incontri di storia dell’arte a cura di Stefano Ferrari
Incontri di storia dell’arte
a cura di Stefano Ferrari
Rovereto, Piazza Rosmini 5 - Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
Il ciclo ha avuto dal Centro per la formazione continua e l’aggiornamento del personale insegnante della Provincia autonoma di Trento il riconoscimento di corso di aggiornamento per insegnanti.
Giovedì 9 febbraio 2012 - ore 17.00
Stefano Ferrari
«Una raccolta che forse supera attualmente tutte le altre o per lo meno gareggia con la più bella». Le
collezioni d’arte del conte Carlo Firmian
Giovedì 16 febbraio 2012 - ore 17.00
Carlo Andrea Postinger
L’arte come documento: vedute di castelli trentini tra Trecento e Quattrocento
Giovedì 23 febbraio 2012 - ore 17.00
Alessandro Pasetti Medin
Immagini della Belle Époque: sculture di Andrea Malfatti nel giardino Scotoni a Trento
Giovedì 1 marzo 2012 - ore 17.00
Antonello Cesareo
«Con maestra mano usa il pennello creando opere sublimi». Anton von Maron ritrattista al servizio della corte
austriaca
Giovedì 8 marzo 2012 - ore 17.00
Pietro Marsilli
I «bianchi» in Trentino. Le maioliche faentine della seconda metà del Cinquecento sulle tavole
dell’aristocrazia locale
Giovedì 15 marzo 2012 - ore 17.00
Laura Dal Prà
Immagine e parola. L’Annunciazione di Maria e la cattura dell’unicorno nei dipinti del tardo Quattrocento
Giovedì 22 marzo 2012 - ore 17.00
Matteo Borchia
Vincenzo Pacetti: scultore e restauratore nella Roma neoclassica
Giovedì 29 marzo 2012 - ore 17.00
Roberto Pancheri
Giovanni Battista Lampi e la committenza russa: dal regno di Caterina II al congresso di Vienna
Giovedì 12 aprile 2012 - ore 17.00
Ezio Chini
Appunti per una geografia artistica del Trentino
Giovedì 19 aprile 2012 - ore 17.00
Domizio Cattoi
L’iconografia della Resurrezione di Cristo prima e dopo il Concilio di Trento
Nel ciclo di incontri dedicati alla storia dell’arte, che si inaugura il 9 febbraio e si conclude il 19 aprile 2012,
dieci qualificati relatori presenteranno, in altrettanti appuntamenti a cadenza settimanale, una serie di
conferenze che spaziano dal tardo Medioevo fino alla Belle Époque. I contenuti riguardano le vedute dei
castelli trentini, l’iconografia dell’Annunciazione di Maria e della Resurrezione di Cristo, le vicende di alcuni
importanti artisti italiani ed europei, come Vincenzo Pacetti, Giovanni Battista Lampi, Anton von Maron e
Andrea Malfatti, la presenza delle maioliche faentine sulle tavole dell’aristocrazia trentina, le raccolte d’arte
del conte Carlo Firmian e infine una mappatura relativa alla geografia artistica del Trentino. L’iconografia e
l’iconologia, la storia delle arti applicate, la storia del collezionismo, la geografia dell’arte sono solo alcuni dei
filoni metodologici di cui i relatori si avvarranno per analizzare il tema da loro scelto a dimostrazione che lo
storico dell’arte di oggi deve, come ha scritto Udo Kultermann qualche anno fa, «sforzarsi di conciliare con il
suo ambito di studi la concezione di una definizione di scienza soggetta a continuo mutamento».
La tradizione della patria I. Letteratura e Risorgimento fa Vittorio Alfieri a Ferdinando Martini; II. Carduccianesimo e storia d’Italia di Marino Biondi
In collaborazione con il Museo Storico Italiano della Guerra
STORIE E STORIA 2011-2012
Italia mia
Questioni e passioni della storia nazionale
Con questo incontro si conclude il ciclo “Italia mia”, dedicato al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.Nel corso dell’iniziativa sono stati proposti questi temi: la complessa esperienza degli intellettuali giuliani studiata nel libro di Renate Lunzer, Irredenti redenti; la questione della lingua nel dibattito postunitario, al centro della conferenza di Massimo Fanfani; il martirio per la patria, affrontato da Stefano Biguzzi attraverso il caso esemplare di Belfiore; fatti, percezioni, idee e conflitti dal Risorgimento ai nostri giorni nella grande narrazione della Storia d’Italia di Mario Isnenghi; il colonialismo italiano, con particolare riferimento alla vicenda librica, nella riflessione storiografica di Nicola Labanca; il rapporto tra letteratura e costruzione della nazione, affrontato da Marino Biondi nei saggi che costituiscono La tradizione della patria.
Presentazione dei volumi
La tradizione della patria
I. Letteratura e Risorgimento fa Vittorio Alfieri a Ferdinando Martini;
II. Carduccianesimo e storia d’Italia
di Marino Biondi
Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2009-2010
Dialoga con l’autore Mario Allegri
14 febbraio 2012, ore 17.30
Rovereto, Piazza Rosmini 5 - Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
Nel primo di questi due volumi di saggi vibra la corda aurea del Risorgimento, quella garibaldina, e a Garibaldi, alla sua storia e al suo mito, in particolare all'impresa dei Mille, è dedicato il saggio più vasto. L’opera si colloca entro una linea di storicismo letterario nel tentativo di ricostruire, da Alfieri a Martini, la vocazione all'unità e all'onore di patria di alcune figure esemplari della nostra storia fra Settecento e Ottocento.
Il secondo volume esplora l'ultima avventura pubblica di un letterato e poeta, Giosue Carducci. Un Carducci rivisitato nella sua versione politico-strategica, con un ampio profilo del letterato nella sua versione in prosa. Il libro è anche una storia della fiorente scuola universitaria carducciana, avviata fin dal 1860, attraverso una serie di profili e ritratti di discepoli e allievi, una schiera scolare di eccellenza, nella quale Giovanni Pascoli resta l'unico che sappia distinguersi, non solo per genio poetico, ma per l'assillo di continuare la missione del dotto.
Marino Biondi insegna Storia della critica e storiografia letteraria presso l’Università di Firenze. Della sua vasta produzione saggistica ricordiamo alcuni titoli recenti: Le passioni del Novecento. Scrittori e critici a Firenze (2007); Fellini: il sogno italiano. Cinquant’anni dalla “Dolce vita” (2010); Cronache. Da Dante ai contemporanei (2011), oltre a La tradizione della patria che qui si presenta. E’ presidente della Fondazione Serra di Cesena.


