Presentazione del volume MILLE ANNI DELLA STORIA DI SACCO di Remo e Elena Albertini

Presentazione del volume

MILLE ANNI DELLA STORIA DI SACCO

di Remo Albertini e Elena Albertini

Alcionedizioni 2008

  

Venerdì 23 aprile 2010 – ore 17.00

 Rovereto, Piazza Rosmini 5

Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

 

  Intervengono

Marcello Bonazza - storico e socio accademico

Armando Vadagnini - storico e socio accademico

Elena Albertini - curatrice del volume

Negli ultimi anni della sua operosa esistenza, Remo Albertini (1920-2005) si dedicò con assiduità alla ricerca storiografica. Lavorò sulla storia delle confraternite e delle scuole trentine. Soprattutto si interessò alle vicende della sua comunità di origine, Sacco, oggi frazione di Rovereto, in passato fiorente borgo fluviale al centro dei traffici internazionali lungo l’Adige. Intento di Albertini non era solo ricercare le tracce e le curiosità di un passato più o meno remoto, né il suo approccio era quello dell’erudito locale. Al contrario, la ricerca storica rappresentava per lui la linfa vitale dell’impegno nell’oggi, la necessaria conoscenza del territorio e della collettività oggetto della sua attività di politico e amministratore. Così, nella monumentale storia di Sacco che oggi si presenta, ritroviamo significative riflessioni – sul senso della comunità, sul valore dell’autonomia e sul ruolo civile della fede – che aiutano a illustrare anche la storia personale e politica del loro autore.

Marcello Bonazza e Armando Vadagnini si soffermeranno rispettivamente sul valore della storia di Sacco come storia di comunità e sul ruolo di Remo Albertini nel contesto del Trentino del secondo dopoguerra.

Elena Albertini, figlia di Remo e curatrice del volume, proporrà un ricordo del padre, politico e studioso.

 

 

 

Conferenza IL LAVORO INCONCLUSO DELLA DEMOCRAZIA del prof. Sergio Fabbrini

Conferenza

IL LAVORO INCONCLUSO DELLA DEMOCRAZIA

 

 
Venerdì 16 aprile 2010, ore 17.00

Rovereto, Piazza Rosmini, 5
Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

 

In collaborazione con la Fondazione Opera Campana dei Caduti

 

Saluti

prof. Livio Caffieri - Presidente dell’Accademia Roveretana degli Agiati

prof. Alberto Robol – Reggente della Fondazione Opera Campana dei Caduti

 

Introduce

Avv. Paolo Mirandola - Segretario della Fondazione Opera Campana dei Caduti

 

Interviene

Prof. Sergio Fabbrini – Ordinario di Scienza Politica dell'Università di Trento e Socio accademico

 

I diritti fondamentali sono valori nel mondo del diritto, valori nel mondo delle religioni, sono atemporali e aspaziali, connaturali alla stessa idea di persona e fondativi non solo della cittadinanza ma dello stesso modo di essere capacità giuridica della persona.In questo ambito si pone il problema di come conciliare i principi del liberalismo con quelli della democrazia, la protezione dei diritti individuali di libertà con la promozione degli interessi collettivi delle maggioranze elettorali.

Sergio Fabbrini è professore ordinario di Scienza Politica presso l'Università degli Studi di Trento e Direttore della School of Goverment presso la LUISS di Roma. E' Recurrent Visiting Professor di Comparative and International Politics presso l'University of California di Berkeley. E' stato direttore della “Rivista Italiana di Scienza Politica” dal 2004 al 2009. Ha vinto il premio Filippo Burzioper le Scienze Politiche nel 2009 e l'European Amalfi Prize per le Scienze Sociali nel 2006. I suoi più recenti volumi sono: El ascenso del Prìncipe democratico. Quién gobierna e como se gobierna las democracias (Buenos Aires, Fondo de Cultura Economica, 2009); Politica Comparata. Introduzione alle democrazie contemporanee (Roma-Bari, Laterza, 2008); America and Its Critics: Virtues and Vices of the Democratic Hyperpower (Cambridge, Polity Press, 2008).

 

 

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

Domenica, 6 giugno 2010, ore 9.00

Rovereto, Piazza Rosmini, 5
palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di TRento e Rovereto

Solo per i Soci

 

 

 

 

DAL LEONE ALL’AQUILA COMUNITÀ, TERRITORI E CAMBI DI REGIME NELL’ETÀ DI MASSIMILIANO I

 

Convegno internazionale

DAL LEONE ALL’AQUILA

 COMUNITÀ, TERRITORI E CAMBI DI REGIME NELL’ETÀ DI MASSIMILIANO I

Rovereto, Piazza Rosmini 5

Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

Venerdì 14 maggio 2010

ore 9.00 - Saluti

Livio Caffieri, Presidente dell’Accademia roveretana degli Agiati

Franco Panizza, Assessore alla cultura, rapporti europei e cooperazione, PAT

ore 9.30 - Prima sessione
Linguaggi e forme della comunicazione politica

Presiede: Wim Blockmans (NIAS-Leida)

 

Diego Quaglioni (Trento), “Quando adveniet iustus dominus”: cambi di regime e nascita del linguaggio della politica

Cecilia Nubola (Trento), Propaganda e formazione della fedeltà politica nella prima età moderna

Massimo Rospocher (Trento), "Non vedete la libertà di voi stessi essere posta nelle proprie mani vostre?": Guerre di scritture e cambi di regime al tempo di Cambrai

Silvana Seidel Menchi (Pisa), Massimiliano, Giulio II e le risorse del linguaggio simbolico

 ore 15.00 - Seconda sessione

Dinamiche sociali e territoriali

Presiede: Heinz Noflatscher (Innsbruck)

Wim Blockmans (NIAS-Leida), From the Beloved Blond Prince to the Hated Tyrant: the Cognitive Dissonance between Maximilian and his Subjects in the Low Countries

Letizia Arcangeli (Milano), Cambiamenti di do-minio e questioni di rappresentanza: ceti e fazioni nelle città ‘lombarde’ durante le guerre d’Italia

Klaus Brandstätter (Innsbruck), Herrschafts-wechsel - Legitimierung und Folgen. Beispiele aus Tirol und den Vorlanden im späten Mittelalter

Gianmaria Varanini (Verona), Città e territori della Terraferma veneta di fronte a Massimiliano I: un bilancio 

Sabato 15 maggio 2010

Ore 9.30 - Terza sessione

1509 e dintorni nel Trentino meridionale

Presiede: Marco Bellabarba (Trento)

Alessandro Paris (Trento), “Lacrimis undique profluentibus”. La conquista tirolese nei Quattro Vicariati

Mauro Grazioli (Riva del Garda), Cambi di regime e autonomie in un’area di confine: il caso di Riva e della sua controversa podesteria

Marcello Bonazza (Trento), L’onda lunga di Agnadello: Rovereto da città imperiale a città tirolese (1509-1564)

Marcello Bonazza - Silvana Seidel Menchi, Conclusioni

La battaglia di Agnadello (14 maggio 1509) aprì le porte alla dominazione asburgica nel Trentino meridionale. A cinque secoli di distanza l’Accademia roveretana degli Agiati riflette sul significato di quegli avvenimenti non tanto nell’ottica della grande politica, quanto per la vita e i destini dei territori coinvolti.

Il “cambio di regime” sarà osservato dal basso, con gli occhi delle città, delle comunità rurali e delle aristocrazie locali. Si concentrerà l’attenzione in particolare su due fenomeni cruciali: da una parte le forme di comunicazione politica volte a legittimare il nuovo potere e a sollecitare il consenso dei nuovi sudditi; dall’altra le peculiari dinamiche che si producono in queste circostanze nelle società locali.

Alcuni interventi indagheranno la valenza del cambio di regime per la riflessione politica e giuridica e per l’affinamento delle tecniche propagandistiche. Altri offriranno importanti e innovativi spunti di comparazione, applicati a casi di studio come le città lombarde, i territori veneti e i Paesi bassi. Attraverso questi criteri interpretativi si tenterà infine una rilettura dei processi di mutamento politico e istituzionale cominciato nel 1509 e proseguito negli anni successivi nei territori del Trentino meridionale, da Rovereto ai Quattro Vicariati fino a Riva del Garda.

 I testi delle relazioni in inglese e tedesco saranno messi a disposizione del pubblico in sala


 

 

 

Famiglia e religione nell’Europa dell’età moderna.

Famiglia e religione nell’Europa dell’età moderna.

vedere il programma allegato

 

La filologia eschilea dei secoli XVI e XVII.

Convegno internazionale di studio

LA FILOLOGIA ESCHILEA NEI SECOLI XVI E XVII

28-29 maggio 2010

Rovereto, Piazza Rosmini 5  - Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

Venerdì 28 maggio, ore 14.30
Vttorio Citti (Trento) Introduzione
Matteo Taufer (Trento) Il Prometheus Vinctus di Jean Dorat: qualche stravaganza congetturale
Cecilia Angioni (Barcelona) L'Orestea nell'edizione di Robortello da Udine: alcuni casi di metafora e griphos
Paolo Tavonatti (Trento) Il contributo di Francesco Porto alla filologia eschilea
Luigia Businarolo (Pisa) L'edizione eschilea del 1557: il contributo di Henri Estienne

Sabato 29 maggio, ore 9.00
Chiara Tedeschi (Trento) Thomas Stanley ed i marginalia al testo di Eschilo
Alessandro Daneloni (Verona) Eschilo e i paratesti eschilei nel laboratorio filologico-erudito di Angelo Poliziano
Stefano Pagliaroli (Verona) Un episodio rinascimentale della fortuna di Eschilo
Guido Avezzù (Verona) Conclusioni
Parteciperanno alla discussioneGuglielmo Bottari, Enrico Medda, Carles Miralles, Stefano Novelli, Renzo Tosi, Giorgio Zanetti

In collaborazione con

Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Cagliari, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Salerno, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Trento, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Verona, Dipartimento di filologia, letteratura e linguistica dell'Università di Verona, Liceo Eschilo di Gela, Fondazione Mediaterraneo di Sestri Levante, Institut d'Estudis Catalans (Secciò Filologica) di Barcelona
 
Il secolo XVI è stato decisivo per la conoscenza della tragedia greca: l'editio princeps di Sofocle è del 1502, quella di Euripide dell'anno seguente; quella di Eschilo, del 1518, non fu molto felice, perché Aldo Manuzio era morto tre anni prima e il gruppo dei suoi collaboratori era andato presto disperso. Le edizioni successive iniziarono un complesso lavoro di perfezionamento progressivo che alla fine del secolo offriva ai lettori europei un testo comunque leggibile: Jean Dorat pubblicò per i suoi corsi un Prometeo nel 1548, ma molte sue congetture, ricordate da allievi, si ritrovano nei margini delle successive edizioni a stampa; nel 1552 uscirono le edizioni di Robortello, completa di un corpus di scoli, e quella di Tournebus, pregevole per molte correzioni che gli suggeriva la sua straordinaria conoscenza del greco. Nel 1557 uscì la grande edizione di Pier Vettori, che consentì molti progressi nel testo e negli scoli, e nel 1580 quella di Canter, che affrontò per primo i problemi della metrica delle parti liriche. Il commento ad Eschilo di Francesco Porto, che questi usava come base per le sue lezioni a Ginevra, è stato riscoperto recentemente ed è tuttora inedito. Questo fervore di studi sulla tragedia, cui contribuirono anche le molte discussioni dedicate alla Poetica di Aristotele, fu un grande contributo per la coscienza che l'Europa andava acquisendo di se stessa e delle sue radici culturali.

 

 

TRA "VIZIO DI VENTRICOLO" E STREGHE. OMICIDIO RITUALE E STREGONERIA NEL RIFORMISMO SETTECENTESCO: IL CARETGGIO TRA GIROLAMO TARTAROTTI E BENEDETTO BONELLI (1740-1748)

 

Conferenza su
TRA «VIZIO DI VENTRICOLO» E STREGHE
OMICIDIO RITUALE E STREGONERIA NEL RIFORMISMO SETTECENTESCO:
IL CARTEGGIO TRA GIROLAMO TARTAROTTI E BENEDETTO BONELLI (1740-1748)
tenuta dal
Dott. Nicola Cusumano
Università di Palermo
 
Giovedì 29 aprile 2010 – ore 17.00
Rovereto, Piazza Rosmini 5
Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
 
L’intervento, che è centrato sull’analisi del carteggio tra i due eruditi, intende mettere a fuoco gli sviluppi settecenteschi dell’antiebraismo cattolico. L’osservazione dei vari materiali epistolari sul tema dell’accusa di omicidio rituale ― da cui sono emersi i più nuovi ed originali elementi di riflessione ―, consente la ridefinizione del problema storiografico del rapporto tra erudizione e dottrina, e, nel caso di Bonelli, delle sintonie e delle convergenze tra l’azione dell’apologetica e le prospettive culturali tracciate dal cruciale pontificato di Benedetto XIV. Il dato che è già emerso dal dibattito storiografico sulla «polemica diabolica», e cioè che essa mise in luce due anime interne alla Chiesa ― una più moderata e incline alla revisione critica dei temi legati alla superstizione, di chiaro orientamento muratoriano, e una più intransigente, chiusa alla ridiscussione della traditione ― sembra non avere analoga validità in relazione allo stereotipo antiebraico dell’omicidio rituale, che passa indenne attraverso l’erudizione critica settecentesca della penisola e consente di scardinare così questa troppo rigida separazione. Tartarotti rappresenta, una volta in più, il personaggio chiave per scandagliare quello che rappresenta un tema «sommerso», che affiora ― sia pur con difficoltà e resistenze ― in alcune opere rilevanti e nei carteggi degli esponenti di spicco dell’erudizione italiana del XVIII secolo.
 

 

Presentazione del volume IL TRAMONTO DELLE IDENTITA' TRADIZIONALI. SPAESAMENTO E DISAGIO ESISTENZIALE NELLE ALPI

Presentazione del volume

 IL TRAMONTO DELLE IDENTITÀ TRADIZIONALI

SPAESAMENTO E DISAGIO ESISTENZIALE NELLE ALPI

di Annibale Salsa
Priuli & Verlucca Editori 2009
Intervengono
dott. Franco de Battaglia  giornalista e socio accademico
prof. Annibale Salsa Autore
  
Venerdì 26 marzo 2010, ORE 17.00
Rovereto, Piazza Rosmini, 5
Palazzo della Fondazione cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

Le trasformazioni socio-economiche nell'età moderna hanno determinato la crisi dell'identità tradizionale alpina, provocando la pregressiva marginalizzazione dello spazio alpino. I fenomeni della postmodernità (globalizzazione dell'economia, omologazione dei modelli comportamentali, perdita delle specificità) hanno indotto risposte culturali quali la folklorizzazione, l'esasperazione localistica, l'esasperazione etnica.Di fronte a tale scenario, l'Autore – dopo l'analisi delle vicende culturali, storiche e sociali che lo hanno causato – ipotizza gli sviluppi futuri: o la sconfitta totale, sino all'esito estremo dell'annientamento, o una rinascita, attraverso la ritrovata consapevo-lezza dei giovani e il fenomeno del neo-ruralismo.

Annibale Salsa, già docente di Antropologia filosofica e culturale all'Università di Genova, appassionato studioso della cultura alpina, dal 2004 è Presidente generale del Club Alpino Italiano. É anche Presidente della Biblioteca Nazionale della Montagna e del Gruppo di Lavoro europeo “Popolazioni & cultura” della Convenzione delle Alpi.É collaboratore scientifico dell'Ufficio regionale di etnologia e linguistica della Valle d'Aosta e membro del Comitato scientifico della Fondazione Accademia della montagna della Provincia Autonoma di Trento.Numerosi sono i suoi incarichi scientifico-culturali e le sue pubblicazioni.

 

 

In preparazione del convegno (il 116° della sua storia) che la Società degli Alpinisti Tridentini (SAT), organizzerà a Rovereto dal 25 settembre al 3 ottobre 2010 e che avrà per tema la montagna come testimone della storia, la SAT - sezione di Rovereto - promuove un ciclo di incontri dedicato a tale argomentoIl primo appuntamento - che ricorderà la conquista del K2 (1954), la “montagna degli italiani”, con una proiezione nella versione originale del filmItalia K2, voluto dallo stesso Costa che ne affidò la regia a Marcello Baldi - si terrà

venerdì 26 marzo 2010 alle ore 20.30
Corso A. Rosmini, 86 - Rovereto Sala Filarmonica
Amedeo Costa, già Presidente della sezione di Rovereto, fu il principale artefice, assieme ad Ardito Desio, dell'organizzazione di questa storica spedizione che ebbe fra i protagonisti anche l’alpinista Erich Abram.
Saranno presenti
Erich Abram e Itala Costa
con la partecipazione del
Coro Bianche Zime

 

INAUGURAZIONE DEL 260° ANNO ACCADEMICO

Accademia Roveretana degli Agiati

 

Inaugurazione 260° anno accademico

 

Concerto

ITALIAN STYLE

Arie da camera

 

Interpreti

Sandra Giuliodori Mezzosoprano

Laura Tringale Pianoforte

Irene Fioravante Voce recitante

 Programma

Renato Brogi

Le lucciole” su poesia di Erinni

Visione veneziana” su versi di Angiolo Orvieto

Ottorino Respighi

Nevicata” su poesia di Ada Negri

Francesco Paolo Tosti

Ninna nanna” su testo di Gabriele D’Annunzio

Ridonami la calma” su parole di Corrado Ricci

Riccardo Zandonai

L’assiuolo” su versi di Giovanni Pascoli

Mistero” su versi di Giovanni Pascoli

Tiziano Bedetti

Donne amorose, e grate” su poesia di Luigi Groto

 Leonello Capodaglio

  Dolci miei sospiri” su versi di Antonello Chiabrera

 Roberto Muttoni

Probabilità” su poesia di Tazio Poltronieri

Quando mi assento” su poesia di Tazio Poltronieri

 

Venerdì 12 marzo 2010 – ore 17.00

Rovereto, Corso Rosmini 86 - Sala Filarmonica

 

Ingresso libero

 

 

Presentazione del volume FEDELI A DIO E ALL'UOMO di Maurizio Gentilini

Presentazione del volume

FEDELI A DIO E ALL'UOMO

Il carteggio di Alcide De gasperi

con don Giulio Delugan (1928-1954)

di Maurizio Gentilini

Fondazione Museo Storico del Trentino, Trento 2009

Giovedì 11 marzo 2010, ore 17.30

Rovereto, Piazza Rosmini 5

Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmiodi Trento e Rovereto

Introducono

prof. Livio Caffieri Presidente Accadenia Roveretana degli Agiati

dott. Giuseppe Ferrandi Fondazione Museo Storico del Trentino

Intervengono

prof. Pierluigi Ballini Università degli studi di Firenze

dott. Maria Romana Catti De Gasperi Fondazione Alcide De Gasperi – Roma

Sarà presente l'autore

Giuseppe Ferrandi - È direttore generale della Fondazione Museo Storico del Trentino. Ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Bologna ed è autore di numerosi volumi e saggi dedicati alla storia contemporanea e alla storia della cultura.

Pierluigi Ballini - E' professore ordinario di Storia contemporanea all'Università di Firenze. Ha dedicato ricerche, saggi e volumi alla storia italiana dall’Ottocento al II dopoguerra e alla storia dell’integrazione europea.

Maria Romana Catti De Gasperi - Figlia primogenita dello statista. Saggista e pubblicista, è autrice di numerosi saggi e volumi sulla biografia del padre. E’ Vice Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi di Roma.

Maurizi Gentilini - È funzionario del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma. Ha lavorato presso l’Archivio Diocesano Tridentino e presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, e collabora con numerose istituzioni culturali italiane ed europee.

La pubblicazione del carteggio tra Alcide De Gasperi e don Giulio Delugan – composto dalle 61 lettere scritte dai due personaggi tra il 1928 ed il 1954 – rappresenta un nuovo e significativo contributo, che ci consente di ricostruire alcuni momenti di particolare interesse nella biografia di De Gasperi.

Giulio Delugan (1891-1974) fu una figura di particolare rilievo nella storia del cattolicesimo trentino del Novecento, non solo sul piano religioso, ma anche organizzativo, giornalistico, politico e sociale. Molto apprezzato dal vescovo Celestino Endrici, negli anni Venti fu segretario dell’Azione cattolica e assistente dell’Associazione degli universitari cattolici, che gli consentì, tra l’altro, di allacciare una solida amicizia con Giovanni Battista Montini (futuro papa Paolo VI).

Nel 1926, a seguito della crisi col regime fascista, fu don Delugan a sostituire De Gasperi alla direzione del quotidiano Il Nuovo Trentino, divenendo nel 1929 direttore del nuovo periodico Vita trentina, settimanale diocesano che egli definì «il più grosso pulpito della diocesi». I rapporti di amicizia e di collaborazione che legarono De Gasperi all’attivo e prezioso collaboratore di Endrici, sono ricostruiti con grande attenzione nell’ampio e documentato saggio introduttivo di Maurizio Gentilini, che ha il merito di collocare la figura e il ruolo dei due protagonisti di questo carteggio nel quadro storico e politico di quegli anni, e di corredare l’edizione delle lettere di un rigoroso apparato critico. (dall’introduzione di Francesco Malgeri)

 

 

 

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