Biblioteca
La biblioteca dell’Accademia roveretana degli Agiati ha origini antichissime, giacché le stesse Costituzioni del 1752 imponevano a tutti i nuovi soci di depositare presso la sede accademica copia delle proprie pubblicazioni. Nel 1764, insieme alla biblioteca personale di Girolamo Tartarotti, acquisita dal comune, e al patrimonio librario del clero cittadino, la biblioteca accademica andò a costituire il nucleo fondante della Biblioteca civica oggi intitolata al medesimo Tartarotti.
Da questo momento le vicende della biblioteca accademica si intrecciano profondamente, tra temporanee separazioni e sofferte riunificazioni, con quelle della Civica. La dotazione libraria degli Agiati cresce comunque con regolarità anno dopo anno, grazie ai depositi dei soci e, a maggior ragione, agli scambi con le pubblicazioni di altri istituti culturali.
È in particolare dal 1883, da quando cioè inizia la pubblicazione degli «Atti» accademici, che gli scambi si fanno regolari e che l’afflusso di opere a stampa negli scaffali dell’Accademia assume ritmi intensi. Grazie alle relazioni con singoli studiosi, istituzioni culturali e case editrici, gli Agiati entrano in possesso di opere rare e costose, di un’ampia gamma di titoli stranieri, di serie complete di riviste letterarie e scientifiche.
Tale patrimonio, nonostante numerose difficoltà di ordine organizzativo, è rimasto sempre a disposizione della cittadinanza e degli studiosi. Attualmente la gestione della biblioteca accademica, ricca di oltre 50.000 titoli, è affidata alla Biblioteca civica “Girolamo Tartarotti”. Con il trasferimento di quest’ultima nei nuovi, ampi e tecnologicamente avanzati locali del Polo museale di Rovereto, anche l’antico patrimonio bibliografico degli Agiati ha trovato nuovi spazi di fruizione e valorizzazione.
