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TRA "VIZIO DI VENTRICOLO" E STREGHE. OMICIDIO RITUALE E STREGONERIA NEL RIFORMISMO SETTECENTESCO: IL CARETGGIO TRA GIROLAMO TARTAROTTI E BENEDETTO BONELLI (1740-1748)
Conferenza su
TRA «VIZIO DI VENTRICOLO» E STREGHE
OMICIDIO RITUALE E STREGONERIA NEL RIFORMISMO SETTECENTESCO:
IL CARTEGGIO TRA GIROLAMO TARTAROTTI E BENEDETTO BONELLI (1740-1748)
tenuta dal
Dott. Nicola Cusumano
Università di Palermo
Giovedì 29 aprile 2010 – ore 17.00
Rovereto, Piazza Rosmini 5
Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
L’intervento, che è centrato sull’analisi del carteggio tra i due eruditi, intende mettere a fuoco gli sviluppi settecenteschi dell’antiebraismo cattolico. L’osservazione dei vari materiali epistolari sul tema dell’accusa di omicidio rituale ― da cui sono emersi i più nuovi ed originali elementi di riflessione ―, consente la ridefinizione del problema storiografico del rapporto tra erudizione e dottrina, e, nel caso di Bonelli, delle sintonie e delle convergenze tra l’azione dell’apologetica e le prospettive culturali tracciate dal cruciale pontificato di Benedetto XIV. Il dato che è già emerso dal dibattito storiografico sulla «polemica diabolica», e cioè che essa mise in luce due anime interne alla Chiesa ― una più moderata e incline alla revisione critica dei temi legati alla superstizione, di chiaro orientamento muratoriano, e una più intransigente, chiusa alla ridiscussione della traditione ― sembra non avere analoga validità in relazione allo stereotipo antiebraico dell’omicidio rituale, che passa indenne attraverso l’erudizione critica settecentesca della penisola e consente di scardinare così questa troppo rigida separazione. Tartarotti rappresenta, una volta in più, il personaggio chiave per scandagliare quello che rappresenta un tema «sommerso», che affiora ― sia pur con difficoltà e resistenze ― in alcune opere rilevanti e nei carteggi degli esponenti di spicco dell’erudizione italiana del XVIII secolo.


