La filologia eschilea dei secoli XVI e XVII.

Convegno internazionale di studio

LA FILOLOGIA ESCHILEA NEI SECOLI XVI E XVII

28-29 maggio 2010

Rovereto, Piazza Rosmini 5  - Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

Venerdì 28 maggio, ore 14.30
Vttorio Citti (Trento) Introduzione
Matteo Taufer (Trento) Il Prometheus Vinctus di Jean Dorat: qualche stravaganza congetturale
Cecilia Angioni (Barcelona) L'Orestea nell'edizione di Robortello da Udine: alcuni casi di metafora e griphos
Paolo Tavonatti (Trento) Il contributo di Francesco Porto alla filologia eschilea
Luigia Businarolo (Pisa) L'edizione eschilea del 1557: il contributo di Henri Estienne

Sabato 29 maggio, ore 9.00
Chiara Tedeschi (Trento) Thomas Stanley ed i marginalia al testo di Eschilo
Alessandro Daneloni (Verona) Eschilo e i paratesti eschilei nel laboratorio filologico-erudito di Angelo Poliziano
Stefano Pagliaroli (Verona) Un episodio rinascimentale della fortuna di Eschilo
Guido Avezzù (Verona) Conclusioni
Parteciperanno alla discussioneGuglielmo Bottari, Enrico Medda, Carles Miralles, Stefano Novelli, Renzo Tosi, Giorgio Zanetti

In collaborazione con

Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Cagliari, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Salerno, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Trento, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Verona, Dipartimento di filologia, letteratura e linguistica dell'Università di Verona, Liceo Eschilo di Gela, Fondazione Mediaterraneo di Sestri Levante, Institut d'Estudis Catalans (Secciò Filologica) di Barcelona
 
Il secolo XVI è stato decisivo per la conoscenza della tragedia greca: l'editio princeps di Sofocle è del 1502, quella di Euripide dell'anno seguente; quella di Eschilo, del 1518, non fu molto felice, perché Aldo Manuzio era morto tre anni prima e il gruppo dei suoi collaboratori era andato presto disperso. Le edizioni successive iniziarono un complesso lavoro di perfezionamento progressivo che alla fine del secolo offriva ai lettori europei un testo comunque leggibile: Jean Dorat pubblicò per i suoi corsi un Prometeo nel 1548, ma molte sue congetture, ricordate da allievi, si ritrovano nei margini delle successive edizioni a stampa; nel 1552 uscirono le edizioni di Robortello, completa di un corpus di scoli, e quella di Tournebus, pregevole per molte correzioni che gli suggeriva la sua straordinaria conoscenza del greco. Nel 1557 uscì la grande edizione di Pier Vettori, che consentì molti progressi nel testo e negli scoli, e nel 1580 quella di Canter, che affrontò per primo i problemi della metrica delle parti liriche. Il commento ad Eschilo di Francesco Porto, che questi usava come base per le sue lezioni a Ginevra, è stato riscoperto recentemente ed è tuttora inedito. Questo fervore di studi sulla tragedia, cui contribuirono anche le molte discussioni dedicate alla Poetica di Aristotele, fu un grande contributo per la coscienza che l'Europa andava acquisendo di se stessa e delle sue radici culturali.